VERONA

Una delle città più belle d’Italia è proprio Verona, conosciuta sopratutto per Romeo e Giulietta ma non solo… . Guardando la struttura della città  fa capire che è una città costruita nel tempo perchè si trovano molti capolavori di architettura di varie epoche differenti come la famosa Arena, come la struttura particolare delle piazze, l’arco dei Gavi di epoca romana, il duomo di Verona ricostruito in un secondo momento dai romani a causa di un terremoto anche se l’originale era dell’ epoca paleocristiana e molto altro ancora…

Tutte queste caratteristiche hanno fatto si che Verona sia patrimonio mondiale dell’ UNESCO.

LA CASA DI GIULIETTA

La casa di Giulietta è un palazzo medievale di Verona, situato in via Cappello, a poca distanza dalla centrale piazza delle erbe. La tragedia di Romeo e Giulietta ha trovato a Verona dei riscontri e la fantasia ha mescolato leggenda e realtà, tanto che sono stati riconosciuti vari luoghi in cui si sarebbe svolta la vicenda narrata da Shakespeare.

L' ARENA DI VERONA

Situata nel centro storico è un anfiteatro di costruzione Romana, insieme a Romeo e Giulietta è l’icona principale della città.

Attualmente ritrovo immancabile per i tour degli artisti che scelgono l’Arena per l’atmosfera suggestiva che offre.

Costruita nell’epoca Romana, utilizzata per i combattimenti tra gladiatori.

Oggi l’Arena è un monumento fantastico, impossibile non visitarlo almeno una volta.

L’aspetto del monumento è oggi piuttosto diverso rispetto a quello originale, in particolare per via della mancanza dell’anello esterno, che sarebbe stata la vera facciata monumentale, compito oggi svolto dalla fronte interna.

La facciata è composta da tre ordini sovrapposti di arcate, realizzata interamente con blocchi ben squadrati di una pietra molto comune nella provincia di Verona, il calcare. Le arcate del primo ordine sono alte 7,10 m quelle del secondo 6,30 m mentre quelle del terzo 4,50m: questa disposizione delle altezze accentua, se visto dal basso, l’impressione dello slancio verticale. I pilastri del primo ordine sono larghi 2,30m e profondi 2,15 (quindi quasi quadrati), e su di essi una lesena si conclude con un capitello di ordine tuscanico, al livello della cornice. Gli archi si appoggiano su due semicapitelli e si concludono sul lato della lesena, poco sopra la sua metà. Al disopra deiccapitelli tuscanici si trova una fascia di blocchi che, sopra ogni arcata, portano il numero d’ingresso, quindi un secondo fascio di blocchi uguali al precedente, che sostengono la cornice superiore. Dato che le arcate, e quindi gli ingressi, erano 72, considerando la numerazione di quelli superstiti dell’Ala si può evincere che il numero 1 doveva essere quello dell’ingresso ovest, a conferma della maggiore importanza di quel settore. La numerazione degli ingressi procedeva in senso antiorario.

Il secondo ordine della facciata è praticamente uguale al primo, se si esclude la minore altezza. Nel terzo ordine vi è invece qualche piccoa differenza: i capitelli sono di ordine tuscanico, però sono assenti le lesene, mentre la cornice è costituita da una trabeazione conclusa da un fregio ed un’ulteriore cornice.